Nissan Talk Show al Bologna Motor Show

05 dicembre 2014 · News

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Le risposte di Mattucci, Amministratore Delegato di Nissan Italia, ai temi proposti da Massimo Russo, direttore di Wired.
 

Lo sviluppo dell’auto elettrica nella mobilità urbana.

Il fenomeno a cui stiamo assistendo a livello italiano è di concentrazione della mobilità nelle aree urbane e l’auto rimane il mezzo privilegiato per muoversi anche in città e spesso per percorrere pochi chilometri. Secondo gli studi del Censis, dal 2001 al 2011 la centralità dell’auto in Italia come mezzo di mobilità è cresciuta dal 59% al 61%. Ben il 66 % degli italiani la usa almeno una volta al giorno in Italia, superiore alla media di UE 28 che è di circa il 50%.

Si stima che si passerà dai 600 milioni di veicoli oggi in circolazione nel mondo a quota 2,5 miliardi nel 2050. Proiettando a quella data l’incidenza del riscaldamento globale e delle emissioni sulla salute del pianeta e degli uomini e del costo del petrolio sui bilanci delle Nazioni e crescita della popolazione mondiale nelle grandi agglomerati urbani, è necessario pensare a forme di mobilità alternativa più sostenibile.

Perché?
Il motore elettrico è in grado di rispondere alla sfida della mobilità cittadina con zero emissioni, dal pozzo alla ruota, ad esempio, la Nissan LEAF abbatte del 70% le emissioni di CO2 e l’auto stessa è riciclabile al 99%. E’ facile parcheggiare ed entrare nelle zone limitate al traffico, poiché è consentito l’accesso alla ZTL e i parcheggi blu gratuiti.

Ha un costo di gestione dimezzato rispetto ai veicoli tradizionali (30% in meno di costi di manutenzione verso le vetture con motore termico e il rifornimento costa meno di 1/3 dei veicoli diesel). Inoltre l’auto elettrica è caratterizzata da una bassa rumorosità che la rende impercettibile anche di notte nei centri urbani.
Gli studiosi dell’Rse, società pubblica di Ricerca sul sistema energetico che lavora sull’evoluzione del nostro sistema elettrico, prefigurano ben 10 milioni di auto elettriche al 2030 concentrati per il 50 per cento nelle grandi città. L’analisi valuta l’aumento annuale dei consumi di energia elettrica dovuto alla mobilità come inferiore al 5 per cento, con una riduzione delle importazioni di energia primaria pari a circa 1,8 miliardi di euro e un miglior sfruttamento delle fonti di energia rinnovabile non programmabili.

L’auto elettrica è una realtà già oggi compatibile con la vita quotidiana? Il caso Leaf e le difficoltà delle città italiane per le ricariche.

La mobilità elettrica è già oggi alla portata di molti, è una soluzione di mobilità alternativa facile da usare. Si pensi alla ricarica di un telefonino ebbene funziona alla stessa maniera ma con la differenza che abbiamo soluzioni di ricarica veloce che impiegano 20 minuti ad arrivare a circa “un pieno di energia”. Ci vuole solo una nuovo approccio culturale nel presentarla. Vediamo perché. La popolazione europea ha una necessità di mobilità media quotidiana che non supera i 100 km. Pensiamo a quante famiglie utilizzano la seconda auto solo per gli ordinari spostamenti giornalieri legati al trasporto dei figli a scuola, alle commissioni quotidiane in un raggio di estrema prossimità alla loro abitazione. Se quest’ultima offre la possibilità di un box con una normale presa elettrica è evidente come LEAF sia già una scelta molto percorribile. Lo è ancor di più pensando alla possibilità di accedere in centro città senza i limiti imposti alle vetture tradizionali, che possono comportare anche eco tasse piuttosto onerose. Inoltre ha un’eccellente tenuta di strada grazie al passo lungo e al baricentro basso ed è molto piacevole da guidare.
Riguardo al tema della ricarica, sicuramente l’adozione della mobilità elettrica comporta la necessità di maggiori infrastrutture che, però, non va vista come un problema, ma piuttosto come un’opportunità. Negli Stati Uniti stanno nascendo modelli di business con realtà che non sono strettamente legate alla sfera dell’elettrico, come la catena di farmacia Walgreens, che oggi ospita stazioni di ricarica in tutto il paese. Anche noi stiamo pensando a degli accordi con degli operatori energetici che possano rispondere a questa esigenze. Nel Nord Europa è stata l’auto più venduta per alcuni mesi rispetto a tutte le auto della gamma Nissan. Nel regno Unito nel solo mese di settembre si sono vendute 900 LEAF, a dimostrazione che se ci sono degli aiuti governativi o le infrastrutture sono incentivate, il modello si possa facilmente evolvere. Perché no in Italia?

Perché l’auto elettrica è particolarmente adatta all’utilizzo anche da parte delle imprese.

Oggi i fleet manager delle aziende sono sempre più attenti alla spesa e i vantaggi offerti dall’auto o dai VAN elettrici rispetto ad equivalenti veicoli tradizionali non possono passare inosservati.
Per LEAF non ci sono tasse di possesso, i costi di manutenzione sono notevolmente inferiori per l’assenza di organi meccanici e in termini di carburante, con un pieno che costa circa 3 euro, i vantaggi sono più che evidenti.

Questo spiega il successo ottenuto da LEAF in diversi Paesi anche nella mobilità pubblica come servizio TAXI. Con grande soddisfazione abbiamo sposato il progetto di URI/3570 a Roma, dove i primi e unici due taxi 100% elettrici stanno dimostrando come la mobilità elettrica offra livelli di prestazioni e comfort superiori per la clientela, con ingresso libero alle aree più inaccessibili del centro, con zero emissioni anche a livello acustico, per il benessere di autista e passeggeri. Per le imprese, poi, Nissan ha anche un’altra soluzione elettrica: e-NV200. Ai vantaggi già illustrati per LEAF aggiunge le funzionalità specifiche per il lavoro. Nella versione furgone offre una capacità di carico e una portata utile equivalenti a quelli dell’omologa versione endotermica. E’ il mezzo ideale per una svariata serie di utilizzi nei centri storici. L’azienda DHL, che ha recentemente firmato l’accordo per l’acquisto di una flotta di 50 veicoli, ha avuto modo di testarlo per la distribuzione di ultimo miglio in città, riscontrando vantaggi nell’efficienza rispetto ai veicoli tradizionali. Se poi guardiamo alle aziende che si dotano di bilanci ambientali , la sostituzione anche parziale del parco auto con veicoli elettrici rappresenta un indubbio vantaggio economico.

Cosa significa “Autonomous Drive” e quando ne vedremo i primi esempi concreti in funzione.

Nissan si è impegnata entro il 2018 ad introdurre la guida autonoma. Anche questa volontà è pensata in funzione dell’evoluzione della viabilità e del traffico. L’obiettivo non è, infatti, sostituire il conducente, ma supportarlo ad affrontare le congestioni di traffico nel massimo comfort e salvaguardalo dai rischi di distrazione, principale causa delle collisioni. Già oggi su gran parte della nostra gamma, sono presenti dispositivi di sicurezza che faranno parte dell’insieme di tecnologie necessarie al funzionamento della guida autonoma. Al momento li abbiamo denominati “Safety Shield” ed includono apparati che rilevano i veicoli nel punto cieco, segnalano l’involontario cambio di corsia, leggono i cartelli stradali e facilitano le fasi di parcheggio come ad esempio l’Around View Monitor che, nelle fasi di manovra, offre un’immagine della vettura e di tutto lo spazio che la circonda come se la si vedesse da un elicottero, rendendo le manovre assolutamente sicure.

Nissan Autonomous Drive

Inoltre i nostri veicoli, sono già dotati di dispositivi di connessione a Google ed ai principali motori di ricerca ed altri sistemi di connessione sono attualmente in fase di test per la realizzazione della guida autonoma. A questo proposito, le prime LEAF dotate di guida autonoma stanno già circolando sulle strade del Giappone, con regolare targa, per testare al meglio i dispositivi in dotazione (capaci di riconoscere un’uscita dell’autostrada, gestire il passaggio da una corsia all’altra, riconoscere l’arrivo improvviso di pedoni o altri veicoli ecc.)
In un prossimo futuro, la connettività permetterà alle auto di gestirsi nel traffico e di comunicare tra loro per evitare collisioni e gestire i percorsi in modo intelligente, rilevando le informazioni per attivare automaticamente alcuni comandi.

Quando passeremo dai sistemi di Autonomous Drive a una vera e propria Self Driving Car? Quali sono le infrastrutture urbane necessarie perché ciò accada?

Noi prevediamo la presenza del guidatore costantemente perché il cliente e il guidatore sono per noi al centro dell’esperienza di guida.

Come si inserisce l’auto nel tema delle smart cities? Il caso “Leaf To Home” e “Vehicle to Building”.

L’obiettivo primario delle smart cities è l’autosufficienza energetica attraverso l’utilizzo di fonti rinnovabili. Uno dei fattori principali per il successo di queste realtà è la gestione ottimale dei flussi energetici, legato allo “stoccaggio” dell’energia. In questo contesto, l’auto può giocare il ruolo di vettore energetico, accumulando e immagazzinando energia dalla rete durante le fasi di minor utilizzo/costo (es. di notte) e, poi, ridistribuirla ad un’abitazione nelle ore di picco, mantenendo, però, l’energia necessaria per la guida. Questo sistema si chiama “LEAF to Home” e Nissan ne ha sviluppato anche una variante che può consentire alle aziende di ridurre i costi dell’energia, denominato “Vehicle to Building”. Nel Nissan Technical Center in Giappone, Nissan ha condotto un test di successo, attraverso una flotta di 6 LEAF concesse in uso ai dipendenti. Le vetture forniscono energia alla struttura nella fascia oraria economicamente più costosa, ricaricandosi poi a sufficienza quando è più vantaggioso. Il test, nell’arco dell’estate, ha portato ad una riduzione di circa il 2,5% dell’utilizzo di energia dalla rete durante le ore di picco, senza che i veicoli risentissero minimamente dell’utilizzo come scambiatori, producendo un beneficio economico di circa 500.000 Yen (circa 3.400 euro) su base annua. Pensando ad un’edilizia che consideri la mobilità elettrica come parte integrante del progetto e prospettando un numero consistente di veicoli elettrici in grado di contribuire all’ottimizzazione dell’utilizzo di energia, i benefici sono chiaramente notevoli.

Come sta lavorando Nissan con le smart cities?

Nissan collabora al progetto “2Km di Futuro” di Loccioni, eccellenza italiana che ha realizzato un microcosmo energeticamente autosufficiente a poca distanza da Ancona. In questa realtà, Nissan ha sperimentato, per la prima volta nel nostro Paese, il sistema “LEAF to Home”, integrandolo nel sistema efficiente di gestione dell’energia. Mi auguro che la smart grid di Loccioni – 2 Km di futuro® – sia di esempio e di stimolo per la nascita di tanti nuovi progetti del genere, capaci di dare ottimismo sul futuro della tecnologia nell’ambito dell’eco-sostenibilità. Il rispetto dell’ambiente è un acceleratore del progresso e i veicoli elettrici sapranno continuare a regalarci l’emozione della guida e tutte le funzionalità a cui siamo abituati.

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